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Il viaggio in Israele: piu' che un progetto, una vera esperienza di vita

I ragazzi che frequentano la seconda superiore sono rientrati dal viaggio d’istruzione in Israele, esperienza che consente loro di vivere in maniera concreta la propria identità. Il progetto, che la Fondazione Scuola sostiene da anni, prevede un percorso di 17 giorni, tra cui 5 di scuola e le vacanze invernali.

l programma del viaggio comprende visite ai luoghi più significativi, dal punto di vista storico ed ebraico, in tutta Israele, dal nord a Yerushalaim al sud. Attività di socializzazione, attività di solidarietà (prevalentemente con bambini di famiglie disagiate) e visite a centri high tech: il tutto con il principale obiettivo di familiarizzare con la lingua ebraica e di consolidare il rapporto dei ragazzi con la realtà israeliana, di cui si prende coscienza degli aspetti quotidiani.
Abbiamo chiesto ai ragazzi di condividere alcuni dei momenti più significativi del viaggio.

Questo viaggio è, per molti come per me, uno dei più belli della propria vita; i luoghi, le attività, le visite guidate...
C’è un’altra cosa però, che ha caratterizzato questo viaggio e che lo ha reso unico e irripetibile: l’atmosfera che si è creata tra di noi. Pian piano, giorno dopo giorno, eravamo sempre più uniti e aumentava la consapevolezza di poterci sempre fidare l’uno dell’altro. Per questo, uno dei momenti che mi porterò nel cuore per tutta la mia vita, sarà l’Havdalà del primo shabbat; senza metterci d’accordo ci siamo tutti avvicinati e subito ci siamo ritrovati a cantare all’unisono, senza avere paura di stonare o di fare brutte figure perché non c’è imbarazzo tra fratelli, tutti abbracciati e senza pensare a nient’altro che non fosse godersi quel momento al massimo. In quell’istante ho percepito che per un po’, tutti i sentimenti come il rancore o l’antipatia erano spariti erestava solo la felicità di essere lì tutti insieme, a cantare e guardarsi negli occhi.
Sofia

Il primo giorno del viaggio abbiamo visitato Yad Vashem, il museo in ricordo della Shoah a Gerusalemme. Era il 10 di Tevet e questo ha reso l’esperienza particolarmente intensa. È stato emozionante vivere questo momento così forte con i miei compagni di classe.
Simon

Ciò che più mi ha interessata è stato studiare la vita degli ebrei ai tempi deire d’Israele, non attraverso un libro di storia, ma provando ad immedesimarmi in loro e visitando i luoghi in cui vivevano, come Ir David e i tunnel che si trovano sotto il Kotel. È stato molto bello pregare al Muro del Pianto con i miei amici e vivere con loro l’atmosfera magica di Gerusalemme.
Tal S.

A Zfat ho realizzato quanto mistica sia la nostra terra. Il colore che prevale in questa città è l’azzurro e ci hanno spiegato, infatti, che serve a confondere le forze negative di questa città piena di santità. Un Tempio aveva un foro di proiettile, che non aveva fatto vittime perché erano tutti inchinati durante la preghiera della Amidà. In Israele tutto è storia, anche i sassi potrebbero raccontarci qualcosa del nostro popolo! Sono grata alla mia scuola che mi ha dato l’opportunità di conoscere Israele in maniera così profonda.
Micol

Negli ultimi tre giorni abbiamo visitato il Neghev, la parte sud di Israele. Ci hanno tolto i cellulari, il che ha contribuito a rendere l’esperienza e l’atmosfera eccezionale. La parte più bella per me è stata quando ci siamo uniti tutti a cantare sotto le stelle di notte al calore del falò, in un ambiente tipico dei beduini.
Itzchak

Ein Gedi è stato uno dei posti più belli che abbiamo visitato in Israele. Per arrivare abbiamo dovuto fare un percorso abbastanza impegnativo, terminato il quale ci siamo ritrovati davanti un laghetto con una cascata stupenda. Abbiamo poi fatto delle foto molto belle, e ci siamo rilassati chiacchierando tra noi e scherzando.
Ilan

Questo viaggio è un’esperienza fondamentale e sono molto contenta di aver avuto la possibilità di viverlo con i miei compagni. Ogni momento è stato speciale nella sua unicità, soprattutto gli ultimi giorni al Negev. Se c’è qualcuno che sta leggendo questo messaggio ed è in dubbio sulla propria partecipazione al viaggio, ne va la pena, fidatevi!
Clara

Una cosa che mi è piaciuta molto è quando, dopo essere stati a Ein Gedi, luogo molto bello, siamo andati a Massada. Là c’era una vista spettacolare, si vedeva anche il Mar Morto. Dopo aver preso la funivia abbiamo visitato il sito, molto interessante, ma la cosa che mi è piaciuta di più è quando abbiamo pregato proprio dove un tempo c’era il Tempio. Dopo aver fatto Mincha al “vecchio Tempio”, anche con altre persone che si sono unite a noi, un Rabbino che stava scrivendo la Torà ci ha dedicato una lettera (l’iniziale del nostro nome). Vittorio

Le ultime ore del viaggio passate insieme sono state commoventi: ripensare a tutto quello che abbiamo vissuto in 17 giorni, a quanto abbiamo legato con persone che non avremmo mai creduto, a come abbiamo scoperto Israele in maniera diversa senza la famiglia. Tutto era diverso. Dal primo all’ultimo attimo abbiamo vissuto momenti indimenticabili, momenti bellissimi e, con salite e discese, siamo sempre stati uno accanto all’altro a sostenerci. In questo viaggio abbiamo capito che siamo una squadra, anzi una famiglia. Volevo ringraziare i professori ed i miei compagni che hanno reso questo viaggio magico.
Tal D.
Il viaggio in Israele: piu' che un progetto, una vera esperienza di vita

I ragazzi che frequentano la seconda superiore sono rientrati dal viaggio d’istruzione in Israele, esperienza che consente loro di vivere in maniera concreta la propria identità. Il progetto, che la Fondazione Scuola sostiene da anni, prevede un percorso di 17 giorni, tra cui 5 di scuola e le vacanze invernali.

l programma del viaggio comprende visite ai luoghi più significativi, dal punto di vista storico ed ebraico, in tutta Israele, dal nord a Yerushalaim al sud. Attività di socializzazione, attività di solidarietà (prevalentemente con bambini di famiglie disagiate) e visite a centri high tech: il tutto con il principale obiettivo di familiarizzare con la lingua ebraica e di consolidare il rapporto dei ragazzi con la realtà israeliana, di cui si prende coscienza degli aspetti quotidiani.
Abbiamo chiesto ai ragazzi di condividere alcuni dei momenti più significativi del viaggio.

Questo viaggio è, per molti come per me, uno dei più belli della propria vita; i luoghi, le attività, le visite guidate...
C’è un’altra cosa però, che ha caratterizzato questo viaggio e che lo ha reso unico e irripetibile: l’atmosfera che si è creata tra di noi. Pian piano, giorno dopo giorno, eravamo sempre più uniti e aumentava la consapevolezza di poterci sempre fidare l’uno dell’altro. Per questo, uno dei momenti che mi porterò nel cuore per tutta la mia vita, sarà l’Havdalà del primo shabbat; senza metterci d’accordo ci siamo tutti avvicinati e subito ci siamo ritrovati a cantare all’unisono, senza avere paura di stonare o di fare brutte figure perché non c’è imbarazzo tra fratelli, tutti abbracciati e senza pensare a nient’altro che non fosse godersi quel momento al massimo. In quell’istante ho percepito che per un po’, tutti i sentimenti come il rancore o l’antipatia erano spariti erestava solo la felicità di essere lì tutti insieme, a cantare e guardarsi negli occhi.
Sofia

Il primo giorno del viaggio abbiamo visitato Yad Vashem, il museo in ricordo della Shoah a Gerusalemme. Era il 10 di Tevet e questo ha reso l’esperienza particolarmente intensa. È stato emozionante vivere questo momento così forte con i miei compagni di classe.
Simon

Ciò che più mi ha interessata è stato studiare la vita degli ebrei ai tempi deire d’Israele, non attraverso un libro di storia, ma provando ad immedesimarmi in loro e visitando i luoghi in cui vivevano, come Ir David e i tunnel che si trovano sotto il Kotel. È stato molto bello pregare al Muro del Pianto con i miei amici e vivere con loro l’atmosfera magica di Gerusalemme.
Tal S.

A Zfat ho realizzato quanto mistica sia la nostra terra. Il colore che prevale in questa città è l’azzurro e ci hanno spiegato, infatti, che serve a confondere le forze negative di questa città piena di santità. Un Tempio aveva un foro di proiettile, che non aveva fatto vittime perché erano tutti inchinati durante la preghiera della Amidà. In Israele tutto è storia, anche i sassi potrebbero raccontarci qualcosa del nostro popolo! Sono grata alla mia scuola che mi ha dato l’opportunità di conoscere Israele in maniera così profonda.
Micol

Negli ultimi tre giorni abbiamo visitato il Neghev, la parte sud di Israele. Ci hanno tolto i cellulari, il che ha contribuito a rendere l’esperienza e l’atmosfera eccezionale. La parte più bella per me è stata quando ci siamo uniti tutti a cantare sotto le stelle di notte al calore del falò, in un ambiente tipico dei beduini.
Itzchak

Ein Gedi è stato uno dei posti più belli che abbiamo visitato in Israele. Per arrivare abbiamo dovuto fare un percorso abbastanza impegnativo, terminato il quale ci siamo ritrovati davanti un laghetto con una cascata stupenda. Abbiamo poi fatto delle foto molto belle, e ci siamo rilassati chiacchierando tra noi e scherzando.
Ilan

Questo viaggio è un’esperienza fondamentale e sono molto contenta di aver avuto la possibilità di viverlo con i miei compagni. Ogni momento è stato speciale nella sua unicità, soprattutto gli ultimi giorni al Negev. Se c’è qualcuno che sta leggendo questo messaggio ed è in dubbio sulla propria partecipazione al viaggio, ne va la pena, fidatevi!
Clara

Una cosa che mi è piaciuta molto è quando, dopo essere stati a Ein Gedi, luogo molto bello, siamo andati a Massada. Là c’era una vista spettacolare, si vedeva anche il Mar Morto. Dopo aver preso la funivia abbiamo visitato il sito, molto interessante, ma la cosa che mi è piaciuta di più è quando abbiamo pregato proprio dove un tempo c’era il Tempio. Dopo aver fatto Mincha al “vecchio Tempio”, anche con altre persone che si sono unite a noi, un Rabbino che stava scrivendo la Torà ci ha dedicato una lettera (l’iniziale del nostro nome). Vittorio

Le ultime ore del viaggio passate insieme sono state commoventi: ripensare a tutto quello che abbiamo vissuto in 17 giorni, a quanto abbiamo legato con persone che non avremmo mai creduto, a come abbiamo scoperto Israele in maniera diversa senza la famiglia. Tutto era diverso. Dal primo all’ultimo attimo abbiamo vissuto momenti indimenticabili, momenti bellissimi e, con salite e discese, siamo sempre stati uno accanto all’altro a sostenerci. In questo viaggio abbiamo capito che siamo una squadra, anzi una famiglia. Volevo ringraziare i professori ed i miei compagni che hanno reso questo viaggio magico.
Tal D.