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I filantropi esistono ancora e si chiamano Amici

Una situazione di emergenza per la Fondazione che sostiene la Scuola Ebraica di Milano: dopo aver supportato lo studio a distanza, ora deve aiutare l’Istituto per il ritorno in aula tra misure anti Covid e famiglie colpite dalla crisi economica. La Fondazione non è sola e a tutti coloro che hanno dato il loro aiuto va un immenso grazie.

E' nei momenti di difficoltà che si vedono gli amici e, indiscutibilmente, la Fondazione Scuola di Amici ne ha tanti. Per un ente che ha per mission il sostegno della Scuola Ebraica, il periodo del lockdown incominciato a fine febbraio è stato senza alcun dubbio il più difficile dalla sua creazione, 22 anni fa.

Lo slogan “Più Fondazione, più Scuola” funziona in qualche modo anche al contrario: senza scuola, non c’è Fondazione. In un anno scolastico così difficile, per la Fondazione è stata una vera sfida poter confermare la realizzazione di tutti i programmi e progetti che rendono l’istituto di via Sally Mayer un’eccellenza certificata nel panorama didattico nazionale, nonostante le nuove urgenze. La priorità, infatti, è diventata fornire gli strumenti per lo studio a distanza a tutti, continuando a non lasciare indietro nessuno, ma anche il sostegno alle famiglie in difficoltà che sono inevitabilmente aumentate a causa della situazione economica conseguente al lockdown.

Com’è facilmente intuibile è stato difficile recuperare risorse senza occasioni conviviali, come ad esempio la Cena di Gala, che da sempre segna un momento di aggregazione e di presentazione di risultati e progetti. Anche adesso che le porte di via Sally Mayer finalmente potranno riaprire, i problemi non si possono considerare finiti, anzi se c’è un settore la cui ripartenza si dimostra complicata è proprio quello della scuola. Complicata e delicata, visto che riguarda una categoria di cittadini che sono più che mai sensibili: i nostri figli. Servono spazi adeguati per la didattica, strumenti di controllo, prevenzione e distanziamento, serve formazione specifica per gli insegnanti e bisogna anche riprendere i programmi e i progetti che rendono davvero la scuola ebraica eccellente anche nel tramandare le tradizioni che sono un fondamento dell’identità culturale delle famiglie che la scelgono.

Questo significa continuare ad ammodernare gli spazi, trovare fondi per viaggi di istruzione, per progetti di aggiornamento della didattica e per tante borse di studio, perché ancora una volta la priorità è dare a tutti la possibilità di frequentare, anche in un anno economicamente difficile, l’intero percorso scolastico. E ovviamente per tutto questo servono ancora altre risorse. Per fortuna ci sono gli Amici, dicevamo, e gli appelli non sono rimasti inascoltati. Anzi proprio l’eccezionalità del momento ha visto la Comunità che gravita attorno alla scuola compattarsi e rispondere in modo unito. In questi mesi è tornata in auge una parola che non si sentiva da tempo: “filantropo”, una persona disposta a donare solo per il piacere di migliorare il mondo in cui vive.

Come tra l‘800 e il ‘900, quando abbiamo assistito alle realizzazioni che hanno reso l’ebraismo milanese parte integrante e orgogliosa del tessuto urbano di questa città. La notizia che vogliamo comunicare è la seguente: anche senza incontrarsi, anche con la scuola chiusa, la Fondazione ha ricevuto donazioni pari o addirittura superiori a quanto raccoglie abitualmente. Gli Amici che abbiamo trovato nel corso di questi anni sono rimasti al nostro fianco e siamo felici di poter dire che a loro se ne sono aggiunti molti nuovi.

La Fondazione Scuola desidera quindi dire un immenso GRAZIE a tutti coloro che hanno donato. E non solo per le somme che sono state destinate alla scuola, ma anche perché ogni euro è un segno di speranza e uno stimolo a proseguire con fiducia un lavoro impegnativo che non può fermarsi, nemmeno di fronte ad una pandemia, perché oggi è davvero in gioco il futuro dei nostri ragazzi.


180.000 volte Grazie
Abbiamo bussato alle vostre porte in questo momento di emergenza e la vostra risposta, cari Amici, è stata come sempre unica.
La vostra generosità straordinaria ci permetterà di continuare a sostenere la nostra scuola.
Per questo desideriamo dirvi, grazie. Anzi, 180.000 volte grazie. 
I filantropi esistono ancora e si chiamano Amici

Una situazione di emergenza per la Fondazione che sostiene la Scuola Ebraica di Milano: dopo aver supportato lo studio a distanza, ora deve aiutare l’Istituto per il ritorno in aula tra misure anti Covid e famiglie colpite dalla crisi economica. La Fondazione non è sola e a tutti coloro che hanno dato il loro aiuto va un immenso grazie.

E' nei momenti di difficoltà che si vedono gli amici e, indiscutibilmente, la Fondazione Scuola di Amici ne ha tanti. Per un ente che ha per mission il sostegno della Scuola Ebraica, il periodo del lockdown incominciato a fine febbraio è stato senza alcun dubbio il più difficile dalla sua creazione, 22 anni fa.

Lo slogan “Più Fondazione, più Scuola” funziona in qualche modo anche al contrario: senza scuola, non c’è Fondazione. In un anno scolastico così difficile, per la Fondazione è stata una vera sfida poter confermare la realizzazione di tutti i programmi e progetti che rendono l’istituto di via Sally Mayer un’eccellenza certificata nel panorama didattico nazionale, nonostante le nuove urgenze. La priorità, infatti, è diventata fornire gli strumenti per lo studio a distanza a tutti, continuando a non lasciare indietro nessuno, ma anche il sostegno alle famiglie in difficoltà che sono inevitabilmente aumentate a causa della situazione economica conseguente al lockdown.

Com’è facilmente intuibile è stato difficile recuperare risorse senza occasioni conviviali, come ad esempio la Cena di Gala, che da sempre segna un momento di aggregazione e di presentazione di risultati e progetti. Anche adesso che le porte di via Sally Mayer finalmente potranno riaprire, i problemi non si possono considerare finiti, anzi se c’è un settore la cui ripartenza si dimostra complicata è proprio quello della scuola. Complicata e delicata, visto che riguarda una categoria di cittadini che sono più che mai sensibili: i nostri figli. Servono spazi adeguati per la didattica, strumenti di controllo, prevenzione e distanziamento, serve formazione specifica per gli insegnanti e bisogna anche riprendere i programmi e i progetti che rendono davvero la scuola ebraica eccellente anche nel tramandare le tradizioni che sono un fondamento dell’identità culturale delle famiglie che la scelgono.

Questo significa continuare ad ammodernare gli spazi, trovare fondi per viaggi di istruzione, per progetti di aggiornamento della didattica e per tante borse di studio, perché ancora una volta la priorità è dare a tutti la possibilità di frequentare, anche in un anno economicamente difficile, l’intero percorso scolastico. E ovviamente per tutto questo servono ancora altre risorse. Per fortuna ci sono gli Amici, dicevamo, e gli appelli non sono rimasti inascoltati. Anzi proprio l’eccezionalità del momento ha visto la Comunità che gravita attorno alla scuola compattarsi e rispondere in modo unito. In questi mesi è tornata in auge una parola che non si sentiva da tempo: “filantropo”, una persona disposta a donare solo per il piacere di migliorare il mondo in cui vive.

Come tra l‘800 e il ‘900, quando abbiamo assistito alle realizzazioni che hanno reso l’ebraismo milanese parte integrante e orgogliosa del tessuto urbano di questa città. La notizia che vogliamo comunicare è la seguente: anche senza incontrarsi, anche con la scuola chiusa, la Fondazione ha ricevuto donazioni pari o addirittura superiori a quanto raccoglie abitualmente. Gli Amici che abbiamo trovato nel corso di questi anni sono rimasti al nostro fianco e siamo felici di poter dire che a loro se ne sono aggiunti molti nuovi.

La Fondazione Scuola desidera quindi dire un immenso GRAZIE a tutti coloro che hanno donato. E non solo per le somme che sono state destinate alla scuola, ma anche perché ogni euro è un segno di speranza e uno stimolo a proseguire con fiducia un lavoro impegnativo che non può fermarsi, nemmeno di fronte ad una pandemia, perché oggi è davvero in gioco il futuro dei nostri ragazzi.


180.000 volte Grazie
Abbiamo bussato alle vostre porte in questo momento di emergenza e la vostra risposta, cari Amici, è stata come sempre unica.
La vostra generosità straordinaria ci permetterà di continuare a sostenere la nostra scuola.
Per questo desideriamo dirvi, grazie. Anzi, 180.000 volte grazie.