La scuola di via Eupili, dopo la guerra, ha fatto ritrovare ciascuno di noi, ognuno con le sue esperienze. Noemi Carpi racconta...
Sono nata il 22 dicembre del 1929 (!) e ho cominciato a frequentare la scuola di via Eupili nel 1940 cominciando le medie (la quarta e quinta elementare le ho fatte in via Spiga, che era una specie di dependance di via Eupili).
Nel dicembre del 1942, dopo i bombardamenti di Milano, siamo sfollati vicino a Firenze dove avevamo una villa e quindi abbiamo lasciato la scuola!
Dopo esserci salvati dalle persecuzioni nascondendoci in convento e poi tornati alla villa dopo la liberazione di Firenze nell'agosto 1944, siamo tornati a Milano nell'autunno del 1945.
Ricominciare a studiare alla scuola ebraica e' stato un avvenimento, dopo tutto quello che abbiamo passato.
Non ricordo di preciso chi fossero i miei insegnanti e compagni nelle prime medie (mi pare Guido Perugia, la Nora Bohm, Guido Martinotti...), ma ricordo alcuni degli insegnanti e tutti i compagni del ginnasio e liceo, perché sono ancora oggi i miei amici, anche se io sono in Israele e loro in Italia.
Allora: il preside era il prof. Colombo, poi sostituito dal prof. Schaumann; gli insegnanti: Enrico Tedeschi in matematica (facevo lo scientifico), Eugenio Levi in latino, Cases in storia, la Navarra in inglese.... E i compagni: Luciano Consigli che faceva i disegnini durante le lezioni, Adolfo Vitta, Sadun, Ida Lombroso, Silvana Pardo e poi quelli che hanno dovuto scappare dai comunisti: Andrea Steiner dall'Ungheria, Sandro Nistor dalla Romania. Era una bella classe, ma dimenticavo Joseph Papo scappato dai tedeschi in Jugoslavia, rifugiato in Svizzera, poi tornato in Italia e arrivato alla scuola ebraica, nella nostra classe, e poi diventato mio marito.
Come vedete e' davvero una bella storia e la scuola di via Eupili è sempre rimasta nel nostro cuore, perché ci ha fatto ritrovare (i primi anni dopo la guerra c'era perfino la mensa e restavamo a scuola fino alle quattro o qualcosa del genere), ognuno con la propria storia e le esperienze, belle o brutte, del periodo della guerra.
E poi siamo cresciuti e ognuno e' andato per la sua strada: mio marito ha studiato medicina, io infermiera e tecnica di laboratorio. Avendo avuto una educazione sionistica sia io, da mio padre, e mio marito dal suo, siamo in Israele da piu’ di cinquant'anni, con figli e nipoti, ma la scuola ebraica e' rimasta un punto fermo nella nostra vita.
Ci sarebbero ancora molte cose da raccontare sulla scuola ebraica dei "nostri tempi" ma per ora basta cosi'.



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